martedì 16 dicembre 2025

Casa della salute - una soluzione per tutti

Un gravoso problema della Casa della salute nello Zoia è quello, per chi arriva dai parcheggi della copertura, dell'ascensore esterno, destinato sempre a rompersi, e della scomodità, per chi viene dall'ingresso lato parco Mazzini, di entrare nello Zoia, utilizzare gli ascensori interni o la scalinata interna per salire al primo piano, poi uscire all'esterno e finalmente rientrare nell'edificio per arrivare dai medici di base o alla segreteria. Ecco come risolvere questi problemi:

Per chi entra dalla parte del parco

Guardando una pianta dell'edificio notiamo (freccia blu) che dobbiamo uscire all'aperto, percorrere un certo tratto e rientrare nell'edificio per accedere ai medici di base e alla loro segreteria, ma esiste un'altro percorso possibile (freccia gialla) che permette di arrivare dai medici senza uscire dall'edificio, passando dal corridoio che porta agli sportelli CUP


Nelle due foto sottostanti vediamo l'unico ostacolo a questo percorso: una porta di sicurezza che ho fotografato da una parte e dall'altra


Sfruttando questo percorso possiamo evitare anche di passare su quella lastra metallica inclinata che si trova davanti alla porta esterna della zona medici, pericolosissima quando piove e soprattutto quando si forma il ghiaccio d'inverno 


Ma perché non è stato utilizzato il percorso interno? posso soltanto fare delle ipotesi: forse costrizioni per le evacuazioni in caso di incendio, o il fatto che lì entra anche chi si prenota al CUP e non volevano far confusione... in ogni caso non mi sembrano problemi irrisolvibili.

Per chi entra dal parcheggio sulla copertura


Discorso diverso per chi entra dal parcheggio. Alcuni di loro sono disabili (c'è il parcheggio con gli spazi appositi) o comunque persone che si muovono con difficoltà, e che devono subire un ascensore eternamente rotto, o, in alternativa, la scalata della scalinata esterna, o la discesa fino all'interno dello Zoia e poi la stessa trafila di chi entra dall'altra parte. 

Ma c'è un modo semplice di risolvere tutti questi problemi: costruire un ponte tra il marciapiede e il piano dei medici, un ponte leggero, poco impattante architettonicamente, con un pilone in mezzo per sorreggere il tutto: l'importante è che l'inclinazione della rampa sia compatibile con le norme disabili. A quel punto l'ascensore esterno lo possiamo anche togliere, ed è un problema in meno. 

Che dite? rovinerebbe l'aspetto architettonico dello Zoia? quello è già stato rovinato con quella parete curva in cartongesso che distrugge la visione della scala a chiocciola interna (capolavoro architettonico di Albini), dalla parafarmacia, da tante finestre chiuse a pianterreno, dalla chiusura dello spazio che ospitava mostre e conferenze, da quella assurda scritta all'esterno "TERME LUIGI ZOIA" (Franco Albini li avrebbe probabilmente presi a calci nel sedere). Allego qualche immagine.
 





















lunedì 8 dicembre 2025

I maniaci delle lastrine

Ogni giorno i maniaci delle lastrine, altrimenti detti "architetti" si alzano dal letto illuminati dall'idea di ricoprire tutte le superfici caspestabili delle loro piazze con lastrine di pietra.

In particolar modo sono affascinati dalle lastrine larghe e soprattutto sottili (1 cm al massimo), fiduciosi che sulle lastrine larghe e sottili possa passare di tutto: automobili, moto e motocarri, camion della nettezza urbana, camion dello spurgo fogne, spartineve, gru, ruspe, TIR, autobus, senza che le loro meravigliose lastrine ne risentano. 

Nella loro immensa fiducia immaginano che le loro indistruttibili lastrine sapranno resistere a un lancio di missili LGM americani, RT russi o DF cinesi dotati di testata nucleare.

La parola "manutenzione" non raggiunge il loro cervellino troppo occupato dalla ideazione di nuovi materiali per le lastrine, e poi a che servirebbe? una volta posate resteranno lì per sempre, indistruttibili a tutto.